Il 27 marzo, nella Sala Dora Bassi, si è aperto l’Hackathon del progetto “GO! LABS – Giovani, Opportunità e Laboratori per il Futuro”. Un’iniziativa che mette al centro le nuove generazioni, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia e realizzata dal Comune di Gorizia in collaborazione con Gect GO e Wayouth ETS.
Per tre giorni, 34 studenti e studentesse hanno lavorato fianco a fianco, immersi in un’esperienza intensa e concreta. Non un semplice laboratorio creativo, ma un vero e proprio percorso di progettazione partecipata basato sulla metodologia del Policy Hack: un approccio che sfida i partecipanti a immaginare e costruire politiche pubbliche reali, partendo da bisogni e dati concreti.
Ripensare gli spazi per i giovani
La sfida proposta non era astratta. Al centro del lavoro, infatti, c’era una domanda cruciale per il futuro della città: come ripensare i luoghi di aggregazione giovanile a Gorizia? I gruppi hanno lavorato a partire da due elementi chiave: l’esperienza dello storico servizio Punto Giovani e i dati sull’outreach giovanile sviluppati nell’ambito di GO!2025. Un intreccio tra memoria e innovazione che ha permesso ai partecipanti di radicare le proprie idee nella realtà del territorio, senza rinunciare a uno sguardo proiettato in avanti. Supportati da cinque mentor, i ragazzi e le ragazze hanno sviluppato proposte che spaziano tra nuovi modelli di partecipazione, servizi inclusivi e spazi capaci di rispondere alle esigenze di una generazione in continuo cambiamento.Il momento della valutazione
A conclusione dell’Hackathon, i gruppi hanno presentato i propri progetti davanti a un panel di valutazione composto da rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo. Anche ISIG ha preso parte a questo momento, contribuendo con la propria esperienza nel campo delle politiche giovanili. Il Direttore e il ricercatore junior Elia Ferlat hanno partecipato alla valutazione finale, portando uno sguardo maturato attraverso il lavoro svolto con la Regione FVG nella mappatura e valorizzazione dei Centri di Aggregazione Giovanile (CAG). Accanto a loro, rappresentanti del Comune, di Gect GO e della Consulta Studentesca hanno contribuito a restituire ai partecipanti un feedback articolato, capace di valorizzare le idee emerse senza perdere di vista la loro fattibilità.Uno sguardo sul futuro
L’Hackathon si è confermato non solo come un momento formativo, ma come uno spazio di confronto reale tra giovani, istituzioni e operatori del territorio. Un laboratorio in cui le idee non restano teoria, ma si trasformano in proposte concrete. Esperienze come questa mostrano quanto sia fondamentale investire nella partecipazione giovanile, non solo come principio, ma come pratica. Dare ai giovani strumenti, fiducia e responsabilità significa aprire spazi in cui il futuro può essere immaginato – e costruito – insieme.

