Lunedì 23 marzo 2026, Udine ha ospitato la Giornata regionale del Servizio Civile FVG, un evento che ha visto la partecipazione di 150 operatrici e operatori volontari del Servizio Civile provenienti da tutta la regione. La giornata, chiamata CiViGen, è stata pensata come uno spazio di confronto e riflessione sul rapporto tra giovani, istituzioni e cittadinanza attiva, con l’obiettivo di valorizzare le esperienze dei partecipanti e trasformarle in spunti concreti per migliorare il sistema regionale del Servizio Civile.
L’iniziativa è stata curata metodologicamente dall’ISIG – Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, che ha progettato la giornata attorno a momenti di ascolto, lavoro in gruppi e restituzione collettiva. L’obiettivo era chiaro: far emergere esperienze, sfide e potenzialità del Servizio Civile e tradurle in proposte concrete per il miglioramento del sistema a livello regionale.
L’Assessore regionale Riccardo Riccardi e la Direttrice regionale per il servizio civile Federica Morgera hanno aperto la sessione inaugurale come ospiti istituzionali, sottolineando l’importanza del contributo dei giovani volontari per la Regione Friuli Venezia Giulia, definendo le attività di Servizio Civile come un valore fondamentale e una risorsa preziosa per la comunità.
L’evento come laboratorio di cittadinanza attiva
La giornata di CiViGen si è sviluppata secondo l’ipotesi di lavoro che considera il Servizio Civile come un laboratorio di cittadinanza attiva. Questo significa che l’esperienza dei volontari non solo offre supporto concreto alla comunità, ma rappresenta anche uno strumento per sviluppare competenze civiche, personali e professionali, aumentando la consapevolezza e il senso di responsabilità degli operatori e delle operatrici coinvolti.
Attraverso un processo strutturato di ascolto e confronto, i partecipanti hanno potuto riflettere sulla propria esperienza, condividere spunti e trasformarli in proposte utili per il rafforzamento del Servizio Civile regionale.
Le basi per l’inizio dei lavori
Durante la plenaria iniziale, l’ISIG ha condotto un sondaggio in tempo reale per far emergere alcune delle esperienze più significative dei volontari. Le domande principali hanno riguardato sia gli aspetti più preziosi della loro esperienza sia le aree da migliorare.
- Aspetto più prezioso del Servizio Civile: “Lo sviluppo delle competenze civiche e personalità utili per l’utilizzo.”
- Aspetti da rafforzare: “Gli spazi di iniziativa e partecipazione nelle attività.”
Questi risultati hanno costituito la base per il lavoro dei gruppi tematici, che si sono concentrati su sei macro-aree:
- Giovani, Servizio Civile e istituzioni: fiducia, distanza, credibilità. Analizza il rapporto dei volontari con le istituzioni, la chiarezza dei ruoli, la trasparenza e la comunicazione.
- Partecipazione attiva: iniziativa, responsabilità, margini di azione. Esplora quanto i volontari possono proporre idee, incidere su decisioni e assumere responsabilità operative.
- Relazioni educative e accompagnamento: tutoraggio, ascolto, reciprocità. Focus sulla qualità delle relazioni con tutor e referenti, ascolto e capacità di accompagnare nelle difficoltà.
- Inclusione e cura: accessibilità, fragilità, rispetto della diversità. Analizza l’effettiva accessibilità del Servizio Civile e l’attenzione alla diversità e alle fragilità.
- Competenze civiche, personali e professionali: consapevolezza, capacità, riconoscimento. Valuta le competenze acquisite nel “fare cittadinanza” e quelle trasversali spendibili nella comunità.
- Connessioni con il territorio: utilità sociale, impatto locale, visibilità. Riflette su quanto i volontari percepiscano il proprio contributo come utile e visibile all’interno del territorio.
Dai tavoli di lavoro: esperienze, criticità e proposte
Ogni gruppo ha restituito osservazioni approfondite e proposte concrete:
- Giovani, Servizio Civile e istituzioni: la comunicazione è emersa come leva centrale per ridurre la distanza tra giovani e istituzioni. I partecipanti hanno sottolineato criticità nella comunicazione istituzionale verso l’esterno, spesso percepita come poco accessibile, frammentata o distante dai linguaggi dei giovani. Si è evidenziata anche la necessità di migliorare la comunicazione interna tra enti ospitanti e istituzioni, garantendo chiarezza di ruoli e condivisione delle opportunità. Una comunicazione più strutturata e bidirezionale è vista come condizione essenziale per rafforzare fiducia e credibilità nel Servizio Civile.
- Connessioni con il territorio: le esperienze sono state generalmente positive, con arricchimento culturale e occasioni di apprendimento continuo. I volontari hanno apprezzato la flessibilità degli orari, la coerenza tra bando e attività svolte, la possibilità di interagire con la comunità e di sentirsi utili. Tuttavia, sono emerse criticità nella gestione delle risorse umane, come turni poco equilibrati, tempi morti e contatti limitati con il pubblico, oltre a comunicazione non sempre efficace tra enti locali e percorsi formativi non sempre funzionali.
- Inclusione e cura: il bilancio è stato molto positivo, con tre dimensioni principali: qualità delle relazioni interne, inclusione concreta nelle attività e valore formativo. I volontari hanno apprezzato un contesto inclusivo, basato sull’ascolto e sul dialogo, con soluzioni pratiche per l’accessibilità e un forte approfondimento su tematiche complesse come diversità e detenzione. L’esperienza si è rivelata un acceleratore di crescita personale, favorendo comprensione delle fragilità altrui e sviluppo di nuove competenze.
- Relazioni educative e accompagnamento: sono emersi punti di forza legati alla comunicazione, all’ascolto reciproco e alla valorizzazione del ruolo del volontario. Le azioni proposte includono:
- Migliorare comunicazione e ascolto reciproco, creando spazi di confronto e promuovendo empatia tra volontari e operatori.
- Definire chiaramente mansioni e responsabilità dei volontari, valorizzandone il ruolo attraverso formazione mirata e dialogo con i responsabili.
Queste iniziative mirano a rendere l’esperienza del Servizio Civile sempre più arricchente, significativa e partecipativa.
CiViGen 2026 ha offerto uno spazio unico di ascolto, confronto e produzione di idee condivise, confermando il Servizio Civile come laboratorio di cittadinanza attiva. Grazie ai contributi dei volontari e alla mediazione metodologica dell’ISIG, l’evento ha evidenziato punti di forza, criticità e potenzialità del Servizio Civile, gettando solide basi per miglioramenti futuri e per un’esperienza sempre più significativa per giovani e comunità.








