ISIG porta FIRESAFENET in Portogallo: si chiude con successo a Coimbra la Study Visit internazionale sugli incendi boschivi

Si è conclusa la Study Visit internazionale promossa nell’ambito del progetto FIRESAFENET, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia , che dal 25 al 27 febbraio ha riunito per tre giorni esperti internazionali impegnati nella gestione del rischio di incendi boschivi, dando vita a un intenso momento di confronto e scambio di competenze.

ISIG, come partner del progetto, ha organizzato la Study Visit in collaborazione con il Centro di Ricerca sugli Incendi Forestali (CEIF), unità di ricerca dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Aerodinamica Industriale (ADAI), con sede presso l’Università di Coimbra.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di scambio di buone pratiche, strumenti innovativi e strategie operative tra professionisti, istituzioni e mondo della ricerca, rafforzando in modo concreto la cooperazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia. L’evento fa parte del progetto FIRESAFENET, che si pone l’obiettivo di potenziare la collaborazione tra i due Paesi nella prevenzione, nella preparazione e nella risposta al rischio di incendi boschivi. Attraverso il coordinamento e il confronto tra attori operativi, istituzioni e organizzazioni di ricerca, FIRESAFENET promuove un approccio condiviso e integrato alla gestione del rischio, rafforzando la capacità dei territori di affrontare in modo efficace le emergenze legate agli incendi.

 

Nel cuore della ricerca: il LEIF di Lousã

Il primo giorno si è aperto al LEIF | Laboratório de Estudos sobre Incêndios Florestais, nella zona dell’aeroporto di Lousã, a circa 27 chilometri da Coimbra. Il laboratorio è gestito dal Centro de Estudos sobre Incêndios Florestais (CEIF – ADAI), attivo dal 1985 nella ricerca applicata sul comportamento del fuoco e sulla sicurezza in scenari di incendio boschivo.

Ad aprire i lavori è stato il direttore del CEIF, Xavier Viegas, con una lectio dedicata all’evoluzione degli incendi in Portogallo. Cambiamento climatico e trasformazioni socio-economiche, ha spiegato, stanno modificando profondamente il comportamento del fuoco e il suo impatto sui territori.

La meteorologa Daniela Alves ha poi illustrato il ruolo determinante dei fattori meteo, soffermandosi su strumenti come il Canadian Forest Service Fire Weather Index System e l’Haines Index, fondamentali per valutare umidità dei combustibili, propagazione e intensità degli incendi.

Spazio anche al tema cruciale dell’interfaccia urbano-forestale (WUI), analizzata da Miguel Almeida, che ha descritto tipologie, fattori di rischio e strategie di autoprotezione per rafforzare la resilienza delle comunità esposte. La mattinata si è chiusa con l’intervento di Luís Mário Ribeiro, dedicato alla sicurezza degli operatori e all’evoluzione dei protocolli operativi alla luce delle tragedie del passato.

Nel pomeriggio, tra lezioni sul comportamento del fuoco e incendi controllati, le dimostrazioni in laboratorio guidate da Tiago Rodrigues hanno reso tangibile la teoria: fiamme osservate da vicino, dinamiche analizzate in tempo reale, confronti serrati tra il contesto portoghese e quello carsico italo-sloveno.

Già al termine della prima giornata, i partecipanti avevano acquisito nuove chiavi di lettura scientifiche e operative, gettando basi solide per la cooperazione futura.

 

Sulle tracce di Pedrógão Grande

Il secondo giorno ha condotto la delegazione nei luoghi della tragedia di Pedrógão Grande, dove nel 2017 un devastante incendio costò la vita a 66 persone tra civili e soccorritori. Un evento che ha segnato profondamente la storia recente del Paese.

Guidati ancora da Miguel Almeida, i partecipanti hanno visitato Ferraria de São João, uno dei villaggi colpiti. Qui è stato sviluppato un innovativo sistema di protezione: una buffer zone di 100 metri con alberature selezionate, gestione attiva delle risorse forestali e progetti di valorizzazione dell’economia locale. È in fase di realizzazione anche un rifugio di emergenza, destinato a diventare spazio polifunzionale per la comunità nei periodi di normalità.

Il percorso è proseguito al memoriale di Pobrais e a Escalos Fundeiros, tappe che hanno permesso di ripercorrere lo sviluppo dell’incendio e le lezioni apprese in materia di gestione dell’emergenza, comunicazione del rischio e coordinamento operativo. Nei dintorni sono state osservate aree interessate da fuoco prescritto, pratica oggi centrale nella strategia preventiva portoghese.

Momenti di raccoglimento e analisi tecnica si sono intrecciati, ricordando come dietro ogni protocollo vi siano vite e comunità segnate.

 

Il seminario internazionale: modelli a confronto

La Study Visit si è conclusa venerdì 27 febbraio con il seminario internazionale “Wildfire management systems in Slovenia, Italy and Portugal”, ospitato dall’Universidade de Coimbra presso la Facoltà di Ingegneria Meccanica.

L’incontro, organizzato in collaborazione con il CEIF di ADAI, ha riunito rappresentanti di enti e corpi impegnati nella gestione del rischio incendi nei tre Paesi. Al centro del dibattito: sistemi di governance dell’emergenza, procedure operative, esperienze sul campo e lezioni apprese.

Il confronto ha dato concretezza al valore della cooperazione europea. La condivisione di conoscenze, esperienze e competenze – insieme al rafforzamento di relazioni fondate su fiducia e collaborazione – rappresenta un passo decisivo verso una gestione sempre più integrata ed efficace del rischio di incendi boschivi.

Per FIRESAFENET, la tappa portoghese non è stata solo una visita studio, ma un banco di prova: apprendere da un contesto storicamente esposto al fuoco per rafforzare la resilienza dell’area transfrontaliera italo-slovena. Un esempio di come la memoria, la scienza e la cooperazione possano trasformare una tragedia in conoscenza condivisa e azione concreta.